Trump contro Harvard: visti e impatto sugli studenti cinesi

L'amministrazione Trump ha introdotto nuove misure restrittive nei confronti dell'Università di Harvard. Queste disposizioni, accompagnate da un rafforzamento dei controlli sui cittadini stranieri legati a Harvard, sembrano mirare principalmente agli studenti cinesi.

Trump contro Harvard: visti e impatto sugli studenti cinesi

Il 4 giugno 2025, l'amministrazione Trump ha introdotto nuove misure restrittive nei confronti dell'Università di Harvard, sospendendo o limitando la partecipazione dell'ateneo ai programmi di visti per studenti e studiosi in visita. Queste disposizioni, accompagnate da un rafforzamento dei controlli sui cittadini stranieri legati a Harvard, sembrano mirare principalmente agli studenti cinesi, in linea con la politica "America First" annunciata il 28 maggio. Tuttavia, la reazione di Harvard e del sistema giudiziario statunitense ha complicato l'attuazione di tali misure, sollevando interrogativi sulle motivazioni di Trump e sulle implicazioni per gli studenti internazionali, in particolare cinesi, e per il panorama accademico globale.

Le misure contro Harvard e la risposta legale

Il 4 giugno, la Casa Bianca ha pubblicato un documento che annuncia la sospensione della partecipazione di Harvard al programma di visti per studenti e studiosi, intensificando la supervisione sulle attività e le domande di visto dei cittadini stranieri legati all'università. Tuttavia, il 5 giugno, Harvard ha reagito intentando una causa contro l'amministrazione Trump per il divieto d'ingresso agli studenti internazionali. Lo stesso giorno, un tribunale federale del Massachusetts ha emesso un'ordinanza restrittiva temporanea, ripristinando il diritto degli studenti internazionali di entrare negli Stati Uniti per studiare a Harvard, in attesa di un'udienza fissata per il 16 giugno.

Secondo il Washington Post, il Dipartimento di Stato ha inviato un telegramma alle ambasciate e ai consolati di tutto il mondo, ordinando la ripresa dell'emissione di visti per gli studenti diretti a Harvard, contraddicendo l'ordine di rifiuto emesso appena il giorno prima. Questo rapido dietrofront evidenzia le tensioni e le incoerenze nell'approccio dell'amministrazione.

La politica "America First" e il focus sulla Cina

Il 28 maggio, l'amministrazione Trump ha annunciato una nuova politica sui visti basata sul principio "America First". Il segretario di Stato Rubio ha dichiarato esplicitamente che l'obiettivo è revocare i visti agli studenti cinesi. Secondo il rapporto Open Doors 2024 dell'Institute of International Education (IIE), nell'anno accademico 2023/2024, 277.398 studenti provenienti dalla Cina continentale hanno studiato negli Stati Uniti, rappresentando circa il 25% degli studenti internazionali. La Cina è inoltre il terzo paese di provenienza degli studenti internazionali di Harvard, dopo Regno Unito e Canada.

In un'intervista esclusiva con Guancha, la professoressa di economia Yan Liang dell'Università di Willamette, studiosa di origine cinese, ha analizzato le motivazioni dietro queste politiche. "Le azioni di Trump contro Harvard riflettono tre fattori principali: un'avversione personale verso le università d'élite, il contrasto alle proteste studentesche su temi come la DEI (diversità, equità e inclusione) e il conflitto israelo-palestinese, e la coerenza con la linea MAGA, che privilegia i lavoratori americani rispetto alle élite accademiche", ha dichiarato Liang. Inoltre, la professoressa ha sottolineato come l'ampliamento delle restrizioni, dopo il respingimento legale delle misure contro Harvard, rifletta un approccio più ampio e vago, con definizioni ambigue di "connessioni con il Partito Comunista Cinese" e "aree critiche".

Perché Harvard? Simbolismo e strategia

Harvard, con la sua storia e il suo ruolo simbolico, è un bersaglio ideale per Trump. L'università ha formato numerosi leader nelle istituzioni statunitensi e rappresenta l'élite accademica che Trump critica aspramente. Inoltre, a differenza di altre istituzioni, Harvard ha opposto resistenza alle richieste dell'amministrazione, pubblicando online una risposta dettagliata e corretta a una lettera del Dipartimento dell'Istruzione, un gesto percepito da Trump come una sfida diretta.

Liang ha evidenziato che Harvard, grazie alla sua solidità finanziaria e al sostegno governativo, è un obiettivo "facile" per Trump, che cerca di ridistribuire risorse a favore dei suoi elettori della classe operaia, in linea con la retorica MAGA. Tuttavia, questa strategia rischia di alienare una componente cruciale del sistema accademico e scientifico statunitense.

Impatti sugli studenti cinesi e sul panorama accademico

Le politiche di Trump non sono una novità. Già nel maggio 2020, con il Proclamation 10043, l'amministrazione aveva limitato l'ingresso di studenti e ricercatori cinesi legati a istituzioni militari o a settori STEM sensibili, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Oggi, le restrizioni si sono ampliate, colpendo un numero maggiore di studenti cinesi, con definizioni vaghe che aumentano l'incertezza.

Secondo Liang, queste politiche danneggiano non solo gli studenti cinesi, ma anche gli Stati Uniti. "Gli studenti internazionali, inclusi quelli cinesi, contribuiscono in modo significativo all'innovazione e all'economia statunitense. Il 36% dei progressi scientifici negli Stati Uniti è legato a immigrati", ha sottolineato. La riduzione degli studenti internazionali potrebbe compromettere la competitività scientifica statunitense e l'industria dell'educazione internazionale, che genera oltre 30 miliardi di dollari e sostiene centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Verso una nuova "legge di esclusione"?

Molti temono che queste politiche possano evolvere in una nuova forma di esclusione dei cinesi, simile alle leggi discriminatorie del passato. La vaghezza delle definizioni e l'approccio aggressivo dell'amministrazione creano un clima di incertezza per gli studenti e i ricercatori cinesi. Al contempo, la Cina sta guadagnando terreno come destinazione per studenti e studiosi internazionali, grazie a programmi come il "Piano per lo Studio in Cina" e il "Programma dei Mille Talenti". Casi come quello del professor Charles Lieber, passato da Harvard a Tsinghua dopo le indagini del governo statunitense, evidenziano una tendenza crescente.

Conclusioni

Le politiche di Trump contro gli studenti internazionali, in particolare cinesi, e contro istituzioni come Harvard riflettono una combinazione di motivazioni personali, politiche e strategiche. Tuttavia, le conseguenze potrebbero essere devastanti per l'immagine degli Stati Uniti come "terra delle opportunità" e per la sua leadership scientifica ed economica. Mentre la Cina rafforza la sua attrattiva per i talenti globali, gli Stati Uniti rischiano di perdere terreno. La professoressa Liang conclude: "Gli Stati Uniti stanno chiudendo le porte, mentre la Cina le apre. Questo potrebbe segnare l'inizio di una nuova era di competizione globale per i talenti".