Il discorso di Xi Jinping per i novant'anni della Lunga Marcia

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Il discorso di Xi Jinping per i novant'anni della Lunga Marcia
Il presidente cinese Xi Jinping

Il 22 ottobre, a Pechino, si è svolta la cerimonia per il 90° anniversario della vittoria della Lunga Marcia dell'Armata Rossa Cinese dei Lavoratori e dei Contadini. La marcia si concluse nell'ottobre del 1936 con il ricongiungimento delle tre armate principali a Huining, nel Gansu, e a Jiangtaibao, nell'attuale Ningxia. Nel corso della cerimonia Xi Jinping ha pronunciato un discorso.

Nella prima parte Xi ha indicato quattro fattori alla base della vittoria. Il primo è il ruolo di guida del Partito, a partire dalla Conferenza di Zunyi del gennaio 1935. Seguono la determinazione dei combattenti, la capacità di agire in autonomia adattando il marxismo alla realtà cinese, e il sostegno del popolo.

Nella seconda parte il presidente cinese ha definito il percorso di modernizzazione del Paese «la nuova Lunga Marcia del Partito e del popolo», indicando gli imegni da assumere.

Il richiamo alla Lunga Marcia ricorre spesso nel discorso politico cinese. Deng Xiaoping parlò di una «nuova Lunga Marcia» nel dicembre 1978, all'avvio delle riforme. Lo stesso Xi, nel 2016, in occasione dell'80° anniversario, affermò che ogni generazione ha la propria Lunga Marcia da percorrere.

Di seguito riportiamo la traduzione italiana del discorso completo di Xi Jinping. Il testo originale in lingua cinese, diffuso dall'agenzia Xinhua, è disponibile sul portale del Partito del Quotidiano del Popolo.

Discorso alla cerimonia per il 90° anniversario della vittoria della Lunga Marcia dell'Armata Rossa Cinese dei Lavoratori e dei Contadini

di Xi Jinping

Compagni,

oggi ci riuniamo solennemente per celebrare il 90° anniversario della vittoria della Lunga Marcia dell'Armata Rossa Cinese dei Lavoratori e dei Contadini.

Più di novant'anni fa il nostro Paese e la nostra nazione erano stretti tra crisi interne e minacce esterne. L'aggressione giapponese contro la Cina si faceva sempre più pesante, e i reazionari del Kuomintang lanciavano una dopo l'altra grandi campagne di «accerchiamento e annientamento» contro le basi rivoluzionarie guidate dal Partito Comunista Cinese. A causa della linea errata del dogmatismo «di sinistra» che allora dirigeva il Partito, la quinta campagna contro l'accerchiamento nella base rivoluzionaria centrale fallì, e anche le altre basi subirono rovesci. Il Partito e l'Armata Rossa si trovarono in un momento critico, in cui era in gioco la loro stessa sopravvivenza.

In quella situazione drammatica, tra l'ottobre del 1934 e l'ottobre del 1936, il nostro Partito guidò il Primo, il Secondo e il Quarto Fronte dell'Armata Rossa e il 25° Corpo d'armata in una grande Lunga Marcia che scosse il mondo ed è entrata nella storia. L'Armata Rossa attraversò più di dieci province e percorse 25.000 li. Superò quasi cento fiumi, valicò montagne coperte di neve, attraversò sterminate paludi e sostenne oltre 600 battaglie e scontri. Spezzò l'inseguimento e l'accerchiamento di oltre un milione di soldati nemici. La Lunga Marcia segnò il fallimento definitivo del disegno del Kuomintang di annientare il Partito Comunista Cinese e l'Armata Rossa. Portò a termine con successo il trasferimento strategico verso nord per resistere al Giappone e aprì una fase nuova per la rivoluzione cinese.

Dopo la partenza delle forze principali, le unità dell'Armata Rossa e i guerriglieri rimasti nelle basi rivoluzionarie, l'Armata Rossa del Nord-ovest, l'Esercito Unito Antigiapponese del Nord-est, le organizzazioni del Partito nelle aree sotto il controllo del Kuomintang e tutte le altre forze guidate dal Partito continuarono a combattere in condizioni estremamente difficili. Tutti diedero un contributo indelebile alla vittoria della Lunga Marcia.

Quell'impresa rivoluzionaria straordinaria ha un significato enorme nella storia del nostro Partito, del nostro Paese e del nostro esercito, e ha inciso profondamente sul cammino verso la grande rinascita della nazione cinese. Quell'epopea eroica resta per sempre scolpita nel monumento della rivoluzione cinese e nella memoria di centinaia di milioni di persone.

A nome del Comitato centrale del Partito, del Consiglio di Stato e della Commissione militare centrale, e a nome di tutto il Partito, di tutto l'esercito e del popolo di tutte le etnie del Paese, rendo omaggio ai rivoluzionari della vecchia generazione che guidarono l'Armata Rossa in questa impresa storica, come i compagni Mao Zedong, Zhou Enlai e Zhu De. Rendo omaggio ai comandanti e ai combattenti dell'Armata Rossa che si batterono nella Lunga Marcia e a quelli che continuarono la lotta rivoluzionaria nelle varie regioni. Rendo omaggio al popolo di tutte le etnie che sostenne allora la Lunga Marcia, in particolare alla popolazione delle basi rivoluzionarie, e a tutti i veterani dell'Armata Rossa ancora in vita.

Propongo che tutti si alzino in piedi per un momento di silenzio in memoria dei martiri rivoluzionari caduti durante la Lunga Marcia e nelle lotte rivoluzionarie in ogni parte del Paese.

Compagni!

Ripercorriamo la storia per trarne saggezza e forza per andare avanti. Oggi, a novant'anni di distanza, guardando di nuovo a quella stagione di sofferenze e di gloria, comprendiamo ancora più a fondo che la vittoria della Lunga Marcia era inevitabile. In essa sono racchiuse le ragioni per cui il Partito e l'esercito popolare hanno saputo avanzare e vincere.

La strada della vittoria della Lunga Marcia fu aperta grazie alla giusta guida del Partito. Nella prima fase della marcia, gli errori della linea «di sinistra» provocarono perdite gravissime al Partito e all'Armata Rossa. Nel gennaio del 1935 l'Ufficio politico del Comitato centrale tenne la Conferenza di Zunyi. La conferenza stabilì di fatto la posizione di guida del compagno Mao Zedong nel Comitato centrale e nell'Armata Rossa. Avviò l'affermazione, al vertice del Partito, della giusta linea marxista di cui il compagno Mao Zedong era il principale rappresentante, e la formazione della prima generazione del collettivo dirigente centrale del Partito, con il compagno Mao Zedong come nucleo. Aprì una fase nuova, in cui il Partito affrontava in modo autonomo i problemi concreti della rivoluzione cinese. Nel momento più critico, salvò il Partito, l'Armata Rossa e la rivoluzione cinese. Dopo Zunyi il Partito e l'Armata Rossa ritrovarono nuova vita. Superarono un ostacolo dopo l'altro, sconfissero il tentativo di scissione di Zhang Guotao e alla fine conquistarono la vittoria. La storia dimostra in modo inconfutabile che la giusta guida del Partito e l'affermazione del compagno Mao Zedong come nucleo furono decisive per la vittoria della Lunga Marcia.

La strada della vittoria fu aperta grazie a una ferma volontà rivoluzionaria. Durante la Lunga Marcia, di fronte a difficoltà e svolte fuori dal comune, il Partito e l'Armata Rossa non persero mai la fede. Andarono incontro alla morte sotto il fuoco nemico e ne uscirono vivi. Sopravvissero in condizioni al limite della resistenza umana e rinacquero dalla prova del fuoco. Mostrarono uno spirito rivoluzionario altissimo: non si piegarono, avanzarono senza esitare, combatterono con coraggio e affrontarono la morte con serenità. Armati di una volontà d'acciaio, i comunisti e i soldati dell'Armata Rossa patirono fame e freddo senza prendere alle masse nemmeno un ago o un filo. C'era chi, con una gamba amputata, giurava di arrivare comunque nello Shaanxi settentrionale anche strisciando. Fu un susseguirsi di gesta eroiche che commossero il cielo e la terra. La storia dimostra in modo inconfutabile che gli ideali e le convinzioni rivoluzionarie sprigionano una forza inesauribile, capace di vincere nemici ostinati e di scuotere le montagne. Un esercito con ideali alti e convinzioni salde è invincibile.

La strada della vittoria fu aperta grazie all'autonomia e alla ricerca della verità nei fatti. La Lunga Marcia fu anche il percorso faticoso con cui il Partito cercò la propria via rivoluzionaria. Il Partito dovette fare i conti con la tendenza, per un certo periodo presente al suo interno, a trasformare il marxismo in dogma. Dovette fare i conti anche con il dolore e lo smarrimento racchiusi nel verso «Forzato lo Xiang, il sangue scorre a fiumi: dove andranno ora le tre armate?». Dalla lezione pagata col sangue, il Partito comprese a fondo le leggi della rivoluzione cinese e si liberò poco a poco dei vincoli del dogmatismo. Cominciò ad affrontare in modo autonomo e realistico le grandi questioni, a partire da quale strada prendere e da come condurre la guerra. Proprio sotto la guida della giusta linea del Partito, l'Armata Rossa adottò una serie di strategie e tattiche flessibili e aderenti alla realtà. Così riuscì a rompere uno dopo l'altro i blocchi nemici e ad avanzare verso una nuova vita e verso la vittoria. La storia dimostra in modo inconfutabile che i principi fondamentali del marxismo possono risolvere i problemi della Cina e mostrare tutta la loro vitalità solo se strettamente legati alla realtà concreta del Paese.

La strada della vittoria fu aperta grazie al sostegno delle grandi masse popolari. Lungo la marcia, ovunque arrivassero, il Partito e l'Armata Rossa non toccarono nulla della popolazione. Colpirono i proprietari terrieri prepotenti, redistribuirono la terra, aprirono i granai e soccorsero i poveri, conquistando le masse e i loro cuori con i fatti. La gente incontrata lungo il cammino sentiva profondamente che «l'Armata Rossa è l'esercito degli operai e dei contadini». Molti cucirono divise, raccolsero cibo e denaro, salvarono feriti e portarono informazioni a rischio della vita. In tanti si arruolarono e seguirono l'Armata Rossa nella vita e nella morte. Ne sono testimonianza viva la commozione del canto «Dieci addii all'Armata Rossa» e la protezione offerta durante l'attraversamento notturno del fiume a Yudu. Lo sono anche il calore della «mezza coperta» lasciata a una famiglia povera e il giuramento dell'«alleanza del lago Yihai» con la popolazione Yi. Tutti raccontano il legame profondo tra esercito e popolo, inseparabili come il pesce e l'acqua. Lungo tutto il percorso, la Lunga Marcia diffuse le posizioni del Partito, sparse i semi della rivoluzione e rafforzò enormemente la coesione e la capacità di combattimento del Partito e dell'Armata Rossa. La storia dimostra in modo inconfutabile che le masse popolari sono sempre la fonte della forza e il saldo sostegno del Partito e dell'esercito popolare. Finché resteremo profondamente radicati nel popolo e manterremo con esso un legame di carne e sangue, la causa del Partito sarà invincibile.

Compagni!

La Lunga Marcia ha compiuto un miracolo straordinario e ha forgiato il grande spirito della Lunga Marcia. Il grande spirito della Lunga Marcia è lo spirito di chi pone gli interessi fondamentali del popolo cinese e della nazione cinese al di sopra di tutto, resta fermo negli ideali e nelle convinzioni rivoluzionarie e crede che la causa giusta vincerà. È lo spirito di chi, per salvare il Paese e il popolo, non teme alcuna difficoltà o pericolo ed è pronto a qualsiasi sacrificio. È lo spirito dell'autonomia e della ricerca della verità nei fatti, che parte sempre dalla realtà. È lo spirito di chi tiene conto dell'interesse generale, rispetta rigorosamente la disciplina e resta strettamente unito. È lo spirito di chi si affida alle masse popolari, condivide con loro la vita e la morte, le difficoltà e le prove, e lotta duramente al loro fianco.

Dove c'è lo spirito, c'è la forza. Il grande spirito della Lunga Marcia mostra pienamente la forza della lealtà, della verità, della giustizia e dell'unità. È una parte importante del patrimonio spirituale dei comunisti cinesi, attraversa il tempo e lo spazio e non invecchia. Resterà sempre una ricchezza preziosa e una spinta potente per superare le difficoltà e andare avanti con coraggio.

Compagni!

La storia della Lunga Marcia non si è mai allontanata, e la sua strada continua ad allungarsi. Nei novant'anni trascorsi dalla vittoria, il Partito ha guidato il popolo in una grande Lunga Marcia dopo l'altra, attraverso le fasi della rivoluzione, della costruzione e della riforma, conquistando una grande vittoria dopo l'altra.

Dal XVIII Congresso nazionale del Partito, il socialismo con caratteristiche cinesi è entrato in una nuova era. Grazie all'impegno comune di tutto il Partito, di tutto l'esercito e del popolo di tutte le etnie, il primo obiettivo del centenario, la costruzione completa di una società moderatamente prospera, è stato raggiunto nei tempi previsti. La causa del Partito e del Paese ha ottenuto risultati storici e ha conosciuto trasformazioni storiche. Nel nuovo percorso, siamo impegnati a costruire in modo completo un grande Paese socialista moderno e a raggiungere il secondo obiettivo del centenario, portando avanti su tutti i fronti la grande rinascita della nazione cinese attraverso la modernizzazione cinese.

Il nuovo percorso è un viaggio lungo, pieno di gloria e di sogni: è la nuova Lunga Marcia del Partito e del popolo. Guardando al passato e al futuro, dobbiamo dare pieno risalto al grande spirito della Lunga Marcia e percorrere uniti la nuova Lunga Marcia.

Per dare risalto al grande spirito della Lunga Marcia e percorrere bene la nuova Lunga Marcia, dobbiamo restare fedeli agli ideali, alle convinzioni e alla missione del Partito. Gli ideali, le convinzioni e la missione sono l'«anima» dei comunisti e indicano sempre la direzione di marcia. Nel nuovo percorso dobbiamo attuare pienamente il pensiero sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era. Dobbiamo restare saldi nella fede nel marxismo e nella convinzione nel socialismo e nel comunismo, e avere piena fiducia nella nostra via, nella nostra teoria, nel nostro sistema e nella nostra cultura. Dobbiamo tenere a mente le aspirazioni originarie e la missione, restare fedeli allo scopo fondamentale di servire il popolo con tutto il cuore e affidarci al popolo per compiere nuove grandi imprese storiche.

Dobbiamo portare avanti con fermezza uno sviluppo di alta qualità e rispondere in modo sempre più pieno al crescente desiderio del popolo di una vita migliore. Il nostro Partito si è dato come compito l'impresa millenaria della nazione cinese, e per prima cosa deve assolvere la propria missione in questa nuova era e in questo nuovo percorso. Nel nuovo percorso dobbiamo portare avanti in modo coordinato la disposizione generale dei «Cinque in uno» e il piano strategico dei «Quattro onnicomprensivi». Dobbiamo applicare in modo completo, preciso e integrale la nuova visione dello sviluppo e accelerare la costruzione del nuovo modello di sviluppo. Dobbiamo restare fedeli al principio generale di cercare il progresso nella stabilità e puntare a un miglioramento effettivo della qualità e a una crescita ragionevole della quantità. Dobbiamo favorire il progresso complessivo della società e fare in modo che lo sviluppo sia per il popolo, poggi sul popolo e porti i suoi frutti a tutto il popolo, promuovendo la prosperità comune di tutti.

Dobbiamo avere il coraggio di condurre una grande lotta dai molti tratti storici nuovi. La strada verso gli ideali non è mai stata piana, e le grandi vittorie si conquistano con una lotta tenace. Nel nuovo percorso, di fronte a una situazione internazionale e interna complessa e intricata, dobbiamo osare lottare e saper lottare. Dobbiamo rafforzare sempre di più l'ambizione, la dignità e la fiducia di tutto il Partito, di tutto l'esercito e del popolo di tutte le etnie, e tenere insieme meglio sviluppo e sicurezza. Dobbiamo essere pronti in ogni momento ad affrontare grandi prove, con venti forti, onde alte e perfino tempeste. Con spirito di iniziativa storica dobbiamo superare gli ostacoli, fronteggiare i rischi e raccogliere le sfide, perché la grande nave della rinascita cinese fenda le onde e navighi sicura e lontano.

Dobbiamo accelerare la trasformazione dell'esercito popolare in un esercito di livello mondiale. L'esercito popolare resta per sempre la grande muraglia d'acciaio che difende la causa del Partito e del Paese. Nel nuovo percorso dobbiamo attuare pienamente il pensiero del Partito sul rafforzamento delle forze armate nella nuova era. Dobbiamo mantenere sempre la guida assoluta del Partito sull'esercito popolare e rafforzare l'esercito attraverso la politica, la riforma, la scienza e la tecnologia, i talenti e lo stato di diritto. L'esercito popolare deve portare avanti l'eredità rossa e conservare per sempre la sua purezza. Dobbiamo raggiungere nei tempi previsti l'obiettivo del centenario dell'esercito e far avanzare con alta qualità la modernizzazione della difesa nazionale e delle forze armate. Dobbiamo scrivere un nuovo capitolo nel rafforzamento dell'esercito, degno dei rivoluzionari che ci hanno preceduto, di un'impresa costruita in cento anni e della nuova era.

Dobbiamo infine mantenere la guida del Partito e rafforzarne la costruzione. La guida del Partito e la sua costruzione sono la garanzia fondamentale dello sviluppo della nostra causa. Nel nuovo percorso dobbiamo applicare a fondo il pensiero sulla costruzione del Partito nella nuova era e attuarne i requisiti generali. Dobbiamo mantenere la guida complessiva del Partito e la guida centralizzata e unificata del Comitato centrale, e portare avanti senza sosta il governo rigoroso e integrale del Partito. Il Partito deve continuare a purificarsi, perfezionarsi, rinnovarsi ed elevarsi. Deve rafforzare la sua capacità di guida politica, di orientamento ideologico, di organizzazione delle masse e di mobilitazione della società, perché resti sempre il saldo nucleo dirigente della causa del socialismo con caratteristiche cinesi.

Compagni!

Solo chi ricorda la storia può costruire il futuro. Tutto il Partito, tutto l'esercito e il popolo di tutte le etnie devono stringersi ancora di più attorno al Comitato centrale del Partito. Devono dare pieno risalto al grande spirito della Lunga Marcia, proseguire la lotta di generazione in generazione e andare avanti con determinazione. Così porteranno sempre più avanti la grande causa aperta dai rivoluzionari che ci hanno preceduto e realizzeranno nuovi traguardi gloriosi sulla strada della nuova Lunga Marcia!