Pechino vota per le assemblee di distretto e di borgata
Pechino ha votato per oltre sedicimila deputati di distretto e di borgata, il primo gradino del sistema delle assemblee del popolo. Al seggio Xi Jinping ha rilanciato la «democrazia popolare dell'intero processo», formula nata nel 2019 in un ufficio di quartiere di Shanghai.
Poco dopo le tre e mezza del pomeriggio Xi Jinping è entrato nel seggio allestito nella sala Huairen, dentro Zhongnanhai, ha consegnato il certificato elettorale agli scrutatori per la verifica e, ritirata la scheda, l'ha compilata al tavolo prima di deporla nell'urna rossa con l'emblema nazionale. Il 6 novembre a Pechino si votava per rinnovare le assemblee del popolo di distretto e di borgata, e come cinque anni fa il segretario generale ha votato nella circoscrizione di Zhongnanhai, nel distretto di Xicheng, mentre gli altri membri del Comitato permanente dell'Ufficio politico si sono divisi fra la stessa sala Huairen, il padiglione Ziguangge e la Grande Sala del Popolo.
Al seggio Xi ha definito l'elezione dei deputati «la base» del sistema delle assemblee del popolo e «un grande evento della vita politica del Paese». Ha chiesto poi di praticare la «democrazia popolare dell'intero processo», tenendo insieme la guida del Partito, la piena espressione della democrazia e il rispetto rigoroso della legge, e di vigilare su ogni fase del voto perché ne escano «deputati di cui il popolo sia soddisfatto».
Una città al voto
In tutta la capitale sono stati aperti 13.054 seggi, sparsi fra 16 distretti e quasi 180 borghi, per eleggere 4.898 deputati di distretto e 11.137 di borgata. Il primo numero è identico a quello di cinque anni fa, e non per inerzia: a fine maggio l'Assemblea municipale ha deciso di lasciare invariato il numero dei seggi delle assemblee distrettuali. Le circoscrizioni sono più di duemilaquattrocento per il voto di distretto e più di cinquemilaquattrocento per quello di borgata, ciascuna elegge da uno a tre deputati e può essere disegnata sulla residenza oppure sul luogo di lavoro, ed è per questo che Zhongnanhai, come i grandi atenei, ha una circoscrizione propria.
La macchina si era messa in moto all'inizio di giugno, quando i distretti hanno istituito i comitati elettorali e cominciato a tracciare le circoscrizioni. A settembre è partita la registrazione degli elettori, con oltre ventimila punti sparsi per la città e la possibilità di iscriversi dall'app municipale Jingtong.
Dalla circoscrizione all'ANP
Le assemblee di distretto, che nelle zone rurali sono di contea, e quelle di borgata sono il gradino in cui i cittadini scelgono direttamente i propri deputati. Da lì in su, fino all'Assemblea Nazionale del Popolo, ogni assemblea viene eletta da quella del livello inferiore. I candidati possono essere proposti dai partiti e dalle organizzazioni popolari, insieme o separatamente, oppure da almeno dieci elettori della circoscrizione, e la legge vuole che siano più numerosi dei posti, da un terzo in più fino al doppio. L'elenco viene pubblicato e discusso dai gruppi di elettori di ciascuna circoscrizione, e se le proposte superano quel margine la lista definitiva si forma con la consultazione o, quando l'accordo non si trova, con un voto preliminare.
Sulla scheda compaiono perciò nomi di persone e non simboli di partito. Chi vota può esprimersi a favore o contro ogni candidato, astenersi oppure scrivere il nome di un altro elettore, e lo fa in una cabina riservata. Perché il voto sia valido deve partecipare più della metà degli iscritti della circoscrizione, e per essere eletto un candidato deve raccogliere più della metà dei voti espressi.
Pechino è peraltro soltanto una tappa. La tornata è nazionale, è stata avviata il 31 marzo con una riunione convocata dall'Ufficio del Comitato permanente dell'ANP insieme ai dipartimenti centrali dell'organizzazione e della propaganda, e poi ogni provincia ha fissato il proprio calendario: nel distretto di Enyang, in Sichuan, si è votato il 13 ottobre, mentre in Jiangsu i nuovi deputati devono essere eletti entro la fine di dicembre. Cinque anni fa la tornata si era chiusa a giugno 2022 con 2.629.447 deputati eletti in tutto il Paese e un'affluenza vicina all'86 per cento nel voto di contea, e più della metà degli eletti nelle assemblee di contea erano operai, contadini e tecnici.
Una formula nata a Hongqiao
L'espressione usata da Xi al seggio ha una storia piuttosto precisa. Il 2 novembre 2019, durante una visita a Shanghai, Xi si fermò al centro civico di Gubei, nel quartiere di Hongqiao, dove un gruppo di residenti stava discutendo un progetto di legge, e disse loro che la democrazia popolare cinese «è una democrazia dell'intero processo». Nel marzo 2021 la formula è entrata nella legge sull'organizzazione dell'ANP e nel suo regolamento, e il primo luglio dello stesso anno, nel discorso per il centenario del Partito, Xi vi ha aggiunto l'aggettivo «popolare», che le ha dato la forma attuale.
Il centro di Gubei ospita uno dei primi quattro punti di contatto legislativo istituiti nel 2015 dalla Commissione per gli affari legislativi dell'ANP, uffici di quartiere che sottopongono ai residenti i testi in discussione e trasmettono le loro osservazioni a chi scrive le leggi. Secondo Zhu Guoping, la deputata che nel 2019 illustrò a Xi quel lavoro, da Hongqiao sono passati finora 67 progetti di legge e sono partite 1.363 proposte. Una riguardava gli ascensori che si stanno aggiungendo ai vecchi condomini: alla fine del 2022, durante la consultazione sulla legge per l'accessibilità, Li Changshan, presidente di un comitato di condominio del quartiere, chiese di pensare anche ad anziani e disabili, e il regolamento approvato da Shanghai nel gennaio 2023 prevede che i nuovi ascensori seguano in via prioritaria gli standard di accessibilità.
Una sistemazione organica del concetto è arrivata nel dicembre 2021 con il libro bianco «La democrazia in Cina» dell'Ufficio informazioni del Consiglio di Stato. Il voto vi compare come uno dei momenti della vita democratica, accanto a consultazione, decisione, gestione e controllo, e la democrazia dell'intero processo viene descritta come la sintesi fra la democrazia del processo e quella dei risultati, fra quella procedurale e quella sostanziale, fra quella diretta e quella indiretta. Il documento propone anche i propri criteri di giudizio, e per stabilire se un sistema sia democratico guarda a come si avvicendano i vertici dello Stato, se in modo ordinato e secondo la legge, a quanto il popolo partecipi alla gestione degli affari pubblici e a quanto riesca a far valere senza ostacoli i propri interessi.
Nei prossimi giorni i comitati elettorali dei distretti renderanno noti gli eletti e i dati sulla partecipazione, che a quel punto si potranno confrontare con quelli della tornata precedente. Entro la fine di novembre si riuniranno le nuove assemblee di borgata ed entro dicembre quelle di distretto, chiamate a eleggere a loro volta i responsabili degli organi dello Stato del proprio livello, e per oltre sedicimila deputati comincerà la parte del mandato su cui il libro bianco insiste di più, quella che si svolge fra un voto e l'altro.