Testo completo: Antonio Tajani al China Daily

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Testo completo: Antonio Tajani al China Daily
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani insieme al ministro del Commercio cinese Wang Wentao, Pechino

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scelto il China Daily per pubblicare un lungo contributo sullo stato delle relazioni tra Italia e Cina. Un contributo corretto nei toni, ma che si mantiene dentro i confini rassicuranti della diplomazia bilaterale ordinaria. In un momento in cui i leader europei in visita a Pechino, dai capi di governo ai ministri, sembrano sempre più consapevoli della necessità di portare una visione, il testo di Tajani sceglie formule rassicuranti, ma nessuna lettura originale del momento storico. Un'occasione mancata, forse, in un contesto che avrebbe meritato qualcosa di più.

In breve: Tajani è in missione in Cina dal 16 al 18 aprile, con tappe a Pechino e Shanghai. Nella capitale (16-17 aprile) ha incontrato il suo omologo Wang Yi e ha co-presieduto con il ministro del Commercio Wang Wentao la XVI Commissione Economica Mista e il Dialogo imprenditoriale Italia-Cina, cui hanno partecipato imprese italiane attive sul mercato cinese.

La visita ha incluso anche diverse iniziative. A Pechino, Tajani ha inaugurato al Museo Nazionale d'Arte della Cina, insieme al ministro della Cultura e del Turismo Sun Yeli, la mostra Omaggio ai grandi maestri. Da Leonardo a Caravaggio. Capolavori del Rinascimento italiano. A Shanghai (17-18 aprile), il ministro inaugurerà invece la mostra Italia Meravigliosa in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy e incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italiana nel paese.

Stabilità globale ed export: la strategia dell'Italia nelle relazioni con la Cina

di Antonio Tajani

L'azione internazionale dell'Italia si fonda su un principio chiaro: la stabilità e la crescita globali si costruiscono attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e una cooperazione concreta tra gli Stati. È in questo quadro che si inserisce la mia terza visita in Cina come Ministro degli Affari Esteri, un passo significativo nel rilancio del nostro partenariato strategico bilaterale.

Negli ultimi mesi le relazioni tra Italia e Cina si sono intensificate in misura considerevole, sostenute dalle visite del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio, oltre che da numerose missioni governative. Questo slancio riflette un impegno condiviso a consolidare un dialogo strutturato, continuativo e orientato ai risultati, come ribadito dalla firma del Piano d'Azione triennale.

In un momento segnato da crisi e conflitti internazionali, è indispensabile mantenere un confronto franco e costruttivo con i principali attori globali. Il dialogo con la Cina va ben oltre la dimensione bilaterale: si inscrive, soprattutto, nel più ampio quadro delle relazioni tra l'Unione Europea e Pechino, dove sono necessarie chiarezza, coerenza e pragmatismo. L'Italia ritiene che la Cina possa svolgere un ruolo significativo nella gestione delle grandi crisi globali: dal conflitto in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, fino ai delicati equilibri legati alla sicurezza dello Stretto di Hormuz.

La capacità d'influenza di Pechino rappresenta un fattore importante per favorire soluzioni sostenibili e contribuire a ridurre l'incertezza internazionale, con effetti positivi sulla stabilità dei mercati energetici e delle catene di approvvigionamento globali. Questi temi sono stati al centro dei miei colloqui con il Ministro degli Esteri Wang Yi, in uno spirito di dialogo pragmatico volto a individuare concrete aree di convergenza.

Accanto alla dimensione politica, il rapporto tra Italia e Cina è sorretto da una cooperazione economica solida e articolata. La Cina è un mercato prioritario nella strategia italiana di espansione verso i paesi extra-UE ad alto potenziale ed è attualmente il principale partner commerciale dell'Italia in Asia, nonché il secondo tra quelli non europei. Nel 2025 lo scambio commerciale bilaterale ha raggiunto quasi 75 miliardi di euro, con tendenze di crescita confermate anche nei primi mesi del 2026.

Le esportazioni italiane riscuotono un successo crescente in Cina, dove la domanda di qualità e innovazione continua ad espandersi, in particolare in settori chiave come la moda, la meccanica, il farmaceutico e la chimica, comparti che esprimono l'eccellenza manifatturiera italiana e offrono un significativo potenziale di ulteriore sviluppo.

Per questa ragione, è essenziale proseguire sulla strada di un rapporto economico più equilibrato, promuovendo condizioni di accesso al mercato più eque e trasparenti. In questa prospettiva, la Commissione Economica Mista, che ho co-presieduto con il ministro del Commercio Wang Wentao, rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare le questioni aperte in modo strutturato.

Continueremo a lavorare con le autorità cinesi per ridurre le barriere non tariffarie, in particolare nel settore agroalimentare, rafforzare la tutela della proprietà intellettuale e migliorare le condizioni operative delle imprese straniere, incluso l'accesso agli appalti pubblici. Parallelamente, puntiamo a valorizzare ulteriormente le opportunità offerte dal mercato cinese attraverso la partecipazione qualificata alle principali fiere commerciali, come il CIIE e il CIFTIS.

Al di là della dimensione economica, le relazioni tra Italia e Cina affondano le radici in un solido substrato culturale, plasmato da profondi scambi tra due civiltà millenarie che condividono un primato nel patrimonio culturale e naturale riconosciuto dall'UNESCO. Questa ricchezza si riflette nelle numerose mostre organizzate in collaborazione con le principali istituzioni culturali italiane, tra cui le Gallerie degli Uffizi, nonché nell'esposizione attualmente in corso a Pechino dedicata ad Andrea Palladio, la prima mai realizzata in Asia sull'opera dell'architetto italiano.

Cresce l'entusiasmo per l'Italia, testimoniato dall'aumento dei flussi turistici, dal crescente interesse per le nostre tradizioni umanistiche e scientifiche e dalla forte voglia di imparare la nostra lingua. I corsi di italiano offerti in oltre 50 università cinesi, insieme alla presenza di più di 15.000 studenti cinesi nel nostro sistema universitario, rappresentano un investimento strategico di lungo periodo. Questi giovani fungono da ponte tra le nostre società e contribuiscono a rafforzare la comprensione reciproca in modo duraturo.

In linea con i valori fondativi della Repubblica e con i principi ispiratori della nostra politica estera, l'Italia considera il dialogo con la Cina una componente essenziale della propria azione internazionale, che intendiamo portare avanti con equilibrio, chiarezza e spirito costruttivo.

Rafforzare la presenza italiana in Cina significa non solo cogliere le opportunità disponibili, ma anche contribuire allo sviluppo di una relazione più solida e matura: un obiettivo che perseguiamo con determinazione, nella consapevolezza che dialogo e cooperazione restano strumenti indispensabili per affrontare le sfide del nostro tempo.

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